SCHEDA ORGANOLETTICA
Produttore - Casa Vinicola Bruno Giacosa, via XX Settembre 52, 12057 Neive (Cuneo). Tel. (0173) 67027.
Vigneti - sulla sponda sinistra del Tanaro, nella zona dei Roen dell Albese, in provincia di Cuneo.
Uve - arneis, detto anche bianchetto o nebbiolo bianco, cento per cento. Colore - bianco paglierino, carico, limpido.
Profumo - molto pronunciato ma delicato, caratteristico delle uve, continuo. Sapore - secco ma senza asperità, armonico, stoffa vellutata e straordinariamente elegante.
Qualificazione - bianco secco.
Tenore d'alcool - dai 12 ai 13 gradi, secondo annata.
Invecchiamento - assolutamente non adatto. È vino che va bevuto in estrema giovinezza, imbottigliato com'è alla luna calante di aprile. Comunque può essere consumato entro i 2 anni.
Gastronomia - eccellente vino da pesce, se servito a una temperatura di 8-10 gradi. Più freddo è anche ottimo come aperitivo. Stappare la bottiglia al momento di servire.
Due battaglie sono in corso oggi in Italia, luna in Friuli Paltra in Piemonte, per salvare e rivalutare alcuni vitigni tradizionali che sanno clonare, se ben vinificati, prodotti di alta qualità e che quindi non è saggio né giusto buttare nel dimenticatoio. Qui desidero richiamare l'attenzione sopra uno di essi, Tarneis, che dona un vino bianco tipico della zona dei Roeri, in provincia di Cuneo. Il vitigno arneis - conosciuto anche con i sinonimi di bianchetto o bianchetta c nebbiolo bianco - è tradizionalmente coltivato nell'Albese, e particolarmente sulla riva sinistra del fiume Tanaro, in una zona, chiamata dei Roeri, che si spinge a nord sino a Canale e a sud sino a i oinegliar.o d'Alba, in terreni leggeri e sabbiosi. Benché la produzione sia costante, anche se non molto abbondante, è un vitigno piuttosto raro. Un tempo le sue uve venivano pigiate insieme ad altre bianche per ottenere un vino di pronta beva ma piuttosto spersonalizzato; oppure, presso le famiglie contadine, vinificate in purezza ma interrompendo la fermentazione per lasciare ancora un residuo di zuccheri non trasformati: il vino così lavorato sprigionava un profumo tale da farlo competere con i migliori Moscati della zona. Ho avuto la buona ventura di assaggiare in questi ultimi anni diverse bottiglie di Arneis bianco preparate da ottimi vinificatori: per primo quello del Vietti di Castiglione Falletto - da un vigneto in località Valle dei Longhi del comune di Santo Stefano Roero; successivamente questo, che descrivo in scheda, di Bruno Cìiacosa, vinificatore e invecchiatore di vini in Neive, appena sopra Alba. Va detto che l'Arneis è un vino raro proprio per la scarsissi-nu produzione, tale in un anno da non riempire più di 30-35.000 bottiglie. Lo stesso Giacosa mi precisava in una lettera che la sua produzione annuale è sulle 7-8000 bottiglie e che per fare questa quantità era costretto a reperire le uve da circa una cinquantina di i)ncoltori. All'assaggio attento, questo vino bianco denuncia una pi i .onalità così spiccata da impedire il paragone con altri vini bianchi classici italiani. Decisamente secco ma senza asperità, ha un bouquet caratteristico, pronunciato ma nel contempo delicato; la Molla è vellutata, armonica e di straordinaria eleganza, che non contrasta per nulla con il generoso tenore alcoolico, il quale varia, se-ndo le annate, dai 12 ai 13 gradi. Ammetto con tutta franchezza che raramente ho degustato un vino bianco di tale finezza ed eleganza. E se penso che nasce in Piemonte, terra di celebri e austeri un rossi, debbo concludere che l'Italia del buon vino è ancora bitli da scoprire.

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