
SCHEDA ORGANOLETTICA
Produttore - Franco-Fiorina di Franco Elsa, via della Liberazione 3, 12051 Alba (Cuneo). Tel. (0173) 2248.
Vigneti - nei comuni di Barbaresco, Neive e Treiso, in zona tipica a DOC. Uve - nebbiolo da Barbaresco, nelle sottovarietà lampia, michet e rosé. Colore - rosso granata con riflessi aranciati, brillante. Profumo - caratteristico, etereo, intenso, che ricorda la viola. Sapore - asciutto, pieno, robusto; con l'età diventa austero, ma sempre vellutato e armonico. Qualificazione - rosso asciutto. Tenore d'alcool - gradi 13.
Invecchiamento - molto adatto. Tre anni in botti di rovere presso il produttore. In bottiglia anche molti anni: lo considero ottimo tra il quinto e il sesto anno di età.
Gastronomia - vino da arrosti, grigliate, cacciagione, selvaggina e grandi piatti della tradizionale cucina piemontese. Va bevuto a temperatura ambiente (18-20 gradi) avendo cura di stappare la bottiglia qualche ora prima di servire; quelle di vecchia annata vanno decantate in caraffa con precauzione.
Da molti mesi ormai, da quando cioè il furore della ricerca mi ha portato in mezzo ai grandi vini italiani, sul mio tavolo di lavoro, accanto alla macchina per scrivere dove nascono le schede, c'è un bel libro dal titolo / Grandi Vini de l'Albese. Uscito nel 1977, è uno dei « quaderni dal castello di Grinzane Cavour », edito a cura dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba, in tutto duemilacinquecento copie. L'esemplare che ho sul tavolo è la copia n. 0107 per il cavaliere Giuseppe Fontana. Mi è stato dato dallo stesso Fontana (né lui né io ci eravamo accorti che era una copia ad personam) quando sono andato ad Alba a visitare una notissima casa vinicola, la Franco-Fiorina, che è presente in questo libro con due suoi vini, il Barbaresco e il Barbera d'Alba, due capolavori di vinificazione, due vini da tre stelle. Il ragioniere Giuseppe Fontana ha sposato la titolare, signora Elsa Franco, figlia del fondatore dell'azienda, Andrea Franco. Nata nel 1925 la Franco-Fiorina non possiede vigneti ma, per tradizione, acquista uve sceltissime provenienti dai vigneti di miglior collocazione delle colline albesi. Collabora con i coniugi Fontana un enologo animato da vera passione, serietà e competenza, il dottor Armando Corderò; e raramente mi è dato di vedere all'opera tre persone così diverse, ma unite da un solo scopo professionale: quello di presentare ogni anno, ai molti affezionati clienti sparsi per l'Italia, o residenti all'estero (e in partico-lar modo negli Stati Uniti, in Svizzera, Germania e Inghilterra), prodotti di rara perfezione. L'azienda non è grandissima, la cantina ha una capacità di 8000 ettolitri, di cui buona parte in legno di rovere per l'affinamento dei vini. Lo spunto che mi ha condotto alla Franco Fiorina è stato un vino novello, il Primaticcio, sapido, fresco, divertente, ma dopo tutto sempre un nouveau. Ma questo Barbaresco è altra cosa, ha stoffa, classe, nerbo e corpo. È un vino in tutto degno delle bellissime parole che rubo al libro sopra citato (e il curatore ignoto mi perdonerà): « È un vino leggendario, quasi mitico, il Barbaresco, ricco di una sua spiccata personalità che lo differenzia nettamente da tutti gli altri vini. Non disdegna le ricche tavole imbandite, ma preferisce la concentrazione attenta ed esclusiva del suo interlocutore, del suo estimatore... Occorre sorseggiarlo con l'anima negli occhi per essere più vicini al sole in bottiglia, mentre l'atmosfera del mondo di sogno del bere bene ci avvolge e trascina ».
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