
EQUISETUM ARVENSE
Il genere Equisetum è l'unico sopravvissuto di una schiera di piante vissute in epoche lontanissime. In primavera gli equiseti spuntanti dal terreno con le loro (ronde fertili cariche di spore, simili a dei grossi fiammiferi di colore marroncino; solo poi compare la parte più evidente della pianta: una sorta di verdi scovolini alti fino a 40 centimetri, con rametti senza Foglie disposti in verticilli regolari. Chiamato anche coda cavallina, è presente un po' dappertutto é praticamente a tutte le quote, lungo le scarpate, i terrapieni delle ferrovie, nei campi, Questa pianta può contenere dal 5 al 16% di silicio, dal notevole effetto curativo. Nota già in antichità per le sue qualità emostatiche e per il suo utilizzo contro malattie renali e delle vie urinarie, è tuttora considerata preziosa per le proprietà diuretiche e come integratore di minerali. Le principali adoni terapeutiche sono dovute alla sua ricchezza di silicio, calcio è potassio, elementi che nel nostro organismo sono necessari soprattutto per il buon funzionamento di ghiandole surrenali, pancreas ,miza, polmoni, ossa e smalto dentale, tendini, cuore e arterie, reni e annessi cutanei (unghie, capelli e peli). Sia per l'azione mineralizzante, sia per gli effetti anti infiammatori, l'equiseto è importante per lo sportivo, oltre che in caso di problemi ad articolazioni e tendini, negli stati di stanchezza, per curari' la fragilità delle unghie, la perdita dei capelli, l'osteoporosi, l'accrescimento scheletrico degli adolescenti, la guarigione delle fratture, l'artrosi e le tendiniti.
• Si utilizza la pianta intera eccetto le radici che vanno lasciate. Evitate di raccoglierla in zone esposte all'inquinamento.
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