AMARONE BOLLA


SCHEDA ORGANOLETTICA
Produttore - Casa Vinicola Fratelli Bolla s.a.s., via Leoncino 10, 37100 Verona. Tel. (045) 594055.
Vigneti - in Pedemonte della Valpolicella, nella zona classica a DOC Uve - corvina, rossara, negrara e altre locali. Le uve vengono scelte grappolo per grappolo, tagliando le parti alte («orecchie»). La vinificazione è particolare ed esige cure attente.
Colore - rosso rubino intenso, con riflessi mattone. Profumo - ampio, continuo, composito e grasso.
Sapore - asciutto, leggermente amaro, robusto e pieno, con stoffa carezzevole e grande carattere. Qualificazione - rosso asciutto. Tenore d'alcool - gradi 14.
Invecchiamento - da 3 a 5 anni, secondo annata, in botti di rovere nelle antiche cantine della casa a Pedemonte. In bottiglia dai 3 ai 10 e più anni in costante ascesa. . Gastronomia - grande vino per arrosti, cacciagione, selvaggina e grigliate. La bottiglia va stappata alcune ore prima del servizio; e se di vecchia annata, decantata in caraffa. La temperatura ideale per apprezzarne le intrinseche qualità è intorno ai 18 gradi.
Il Valpolicella, uno dei tre famosi vini veronesi (gli altri sono il Soave e il Bardolino), prende il nome non da una vallata ma da una larga zona che comprende una parte meridionale di pianura, una centrale di collina e una settentrionale di montagna: è la parte centrale, in cui confluiscono le vallate di Negrar, Marano e Fumane, quella che costituisce il territorio dove si produce uno dei vini più conosciuti nel mondo. Qui le viti salgono sino a circa 600 metri di quota, su un terreno marnoso. In questa zona la presenza della vite'risale, secondo studi paleobotanici, a circa quaranta milioni di anni fa; e questa data è stata rilevata studiando i resti fossili rinvenuti nei calcari dell'eocene medio a Bolca e classificati nel genere Amelophyllum. Questo reperto è forse il più antico, con quelli della Mesopotamia, a certificazione della lontanissima origine della vite. La zona del Valpolicella è anche famosa perché si ritiene che questo vino discenda dal Retico, ricordato dai più famosi storici e scrittori latini (Virgilio, Svetonio, Catone e Plinio, il quale ultimo sosteneva appunto che il Retico proveniva dall'agro veronese). Caduto l'impero romano, il vino, che in zona era prodotto facendo appassire le uve, veniva chiamato Acinatico: Cassiodoro lo ammirava moltissimo e lo descrisse ampiamente. Oggi prende il nome di Recioto della Valpolicella e l'Amarone ne è il tipo asciutto. Cassiodoro, che era ministro di Teodorico, così descriveva nel 530 l'Acinatico da lui considerato « spezia veramente degna che se ne vanti l'Italia »: « ...è puro per sapor singolare, regio per colore, talché o nei suoi fondi tu possa creder tinta la polvere o della porpora espresso il liquido suo ». In queste parole di Cassiodoro (nella traduzione di Scipione Maffei) potremmo leggerci un'antica descrizione dell'Amarone, Recioto della Valpolicella. Questo dei Bolla, che ho descritto nella scheda a fianco, ha le stesse caratteristiche, naturalmente in una versione moderna. La parola « recioto » deriva dal termine veneto « récie », orecchie. Infatti dall'intero grappolo soltanto le due parti aeree che sono le più ricche di zucchero sono raccolte per la preparazione del Recioto; e le uve, scelte con estrema accuratezza, vengono messe ad appassire sui graticci, poi ammostate e più tardi vinificate. Di Recioto si conoscono i tipi amabile, spumante e amarone. Quest'ultimo è vino asciutto, robusto, generoso, ma, insieme, vellutato e morbido. È forse uno dei più grandi vini da arrosti che l'Italia vinicola sappia produrre.

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