Caratteristico attrezzo che serve per l'assaggio immediato del vino nel servizio a tavola: è solitamente in argento (o argentato); in particolare in Francia,
paese da cui è originario, ha forme diverse secondo le regioni in cui è usato.
È rotondo, a forma di tazza, dotato di manico e poggiadito. All'interno del taste-vin si nota una parte laterale costituita da otto grosse perle rientranti (che servono per l'esame visivo dei vini rossi), dall'altra delle nervature incavate (per esaminare il colore e la limpidezza dei vini bianchi). Al centro una grossa bolla, detta anche "di livello", che non deve mai essere superata dal vino contenuto; attorno alla bolla una serie di 14"perline in rilievo che servono ad arieggiare più velocemente il vino contenuto, ossigenandolo e quindi facendo risaltare i profumi. Il taste-vin deve essere impugnato con la mano destra nell'assaggio dei vini rossi; con la mano sinistra per i vini bianchi.
Ha origini molto antiche e la sua forma è conosciuta già dal 17° secolo. Quello in uso da noi è il tipo "bourgogne" ed è quello di cui l'Associazione italiana sommelier ha fatto il proprio emblema associativo, oltre che utile attrezzo di lavoro.
Il sommelier lo porta al collo appeso ad una catena dalla quale lo stacca al momento dell'impiego. Non deve mai es¬sere lavato con acqua perché potrebbero formarsi delle impalpabili muffe nei punti più impensati: è bene allora lavarlo frequentemente con alcol puro e, durante il servizio a tavola, asciugarlo ogni volta con un frangino pulito e privo di odori provenienti da detersivi o da saponi.
Il taste-vin è indispensabile attrezzo di lavoro del sommelier perché gli permette di rilevare con prontezza, oltre alle immediate sensazioni organolettiche, gli eventuali difetti in relazione all'odore, al gusto e alla vista. Non è adatto per le degustazioni tecniche, per le quali è meglio utilizzare il bicchiere d'assaggio.
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