I VITIGNI del MOLISE


In provincia di Campobasso crescono alecune delle varietà vinicole più importanti delle regioni limitrofe falanghina, trebbiano, aglianico, greco, montepulciano... E realtà autoctone eccezionali, come l'uva tintilia
Il Molise è stata l'ultima regione italiana a vedere la luce: la sua istituzione risale intatti solo al 1965. Nacque da una costola dell'Abruzzo o, come si diceva allora, degli Abruzzi. Con la Vaile d'Aosta è la più piccola regione della nostra penisola e in viticoltura, date le dimensioni, subisce notevoli infuenze dalle regioni limitrofe. Si può affermare che il Molise sia un ting pot, che raccoglie alcune delle varietà autoctone più importanti delle vicine (Campania, Abruzzo e Puglia. Quasi come in una sorta di «terra di mezzo» ci troviamo vitigni come la falanghina, il trebbiano e il greco tra i bianchi, l'aglianico e il montepulciano tra i rossi. Pare Che qui si incontrino diverse tradizioni e che però nasca un universo enologico complesso e ricco di spunti fortemente originali e a volte curiosi. Il Molise è riuscito quindi a elaborare un proprio modello produttivo di cui va giustamente riero e orgoglioso. Oltre alle varie influenze cui abbiamo accennato, però, esiste una varietà completamente autoctona che negli ultimi anni è stata valorizzata con bravura dalla cantina Cipressi di San Felice del Molise. Si tratta del vitigno tintilia, coltivato principalmente nella provincia di Campobasso, dove tradizionalmente era vinificata assieme al montepulciano. Da qualche anno alcuni produttori, intravedendo e ben interpretando le sue indubbie qualità, hanno intrapreso la strada della vinificazione in purezza.
Al contempo, gli studi non hanno ancora fatto pienamente luce sulle origini e sull'identità di questo vitigno die pertanto rimane Oggetto di discussione: per taluni (e questa è la tesi più ricorrente) il tintilia sembrerebbe essere molto simile al più noto botile, coltivato in Sardegna, che per qualche motivo sconosciuto sarebbe approdato sul territorio
abruzzese e molisano. Altri studiosi contestano questa parentela e fanno discendere l'odierno tintilia dall'antico tintiglia nera, tipologia originaria dell'lrpinia di cui oggi si sono perse le tracce. Della sua vinificazione nascono vini coloratissimi, talvolta un pochino rustici e ruvidi nei primi mesi di bottiglia, ma dal grandissimo fascino e con una forte impronta territoriale. Per il momento il Molise non può vantare una grande schiera di cantine produttrici capaci di realizzare vini di altissima qualità, ma alcune di queste negli ultimi anni hanno raggiunto risultati molto lusinghieri. Tra le tante, quella di Di Majo Norante. faro della viticoltura molisana. Da anni è ai vertici della produzione regionale e non sfigura se-paragonata ad altre blasonate realtà italiane, un fatto, questo, che rafforza l'idea che in Molise si possa fare alta qualità se si lavora con serietà e dedizione.

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