La Còte d'Or, che comprende la Còte de Beatine e la Còte de Nuits, separate da pochi chilometri di terreno non coltivato a vite, è un irregolare scarpata lunga una cinquantina di chilometri. Su questa stretta fascia di terra larga da 200 a 1500 metri, che in declivio scende da un pianoro boscoso verso la valle della Saone. sorgono i più famosi vigneti della Borgogna.
L'Institut National des Appellation.s d'Origine (INAO) ha elaborato una complicatissima classificazione del terreno basata SU elementi di giudizio collaudati da un esperienza ormai secolare, ma perfezionata e cartografata solo nel 1984. Le vigne sono divise in quattro classi e la categoria di appaitenenza deve figurare,'per legge, sull'etichetta.
I vigneti di prima classe, i famosi Grands Crus, sono 32 in tutto: ognuno di essi è garantito da una propria Appellation. Quando sull'etichetta delle bottiglie compare il nome della vigna, siamo in presenza di un Grand Cru. Nomi come Musigny, Corton, Montrachet, Chambertin e via dicendo valgono una patente di nobiltà.
I vigneti di seconda classe, o Premiers Crus, aggiungono al nome del comune di origine quello della vigna o, se il vino è prodotto con uve di più di un vigneto Premier Cru. recano il nome del comune seguito dalla dicitura Premier Cru.
La terza classe, detta di Appellation Communale, ha diritto soltanto al nome comune di origine. Il nome del vigneto produttore può figurare sull'etichetta, ma solo in caratteri molto più piccoli della rimanente dicitura. Rientrano in questa categoria i cosiddetti Clos de... che sono vigne appartenenti a LUÌ singolo viticoltore assai quotato il cui vino è praticamente alla pari di un Premier Cru.
I vigneti di quarta classe danno vini meno pregiati e perciò possono fregiarsi semplicemente del nome Bourgogne.
II consumatore deve tuttavia fare attenzione, perché il sistema presenta qualche svantaggio: il cosiddetto Grand Cru esiste solo nella Còte de Nuits e in tre comuni della Còte de Beaune, ma ci sono Splendide vigne anche nella categoria Premier Cru che danno un vino veramente superiore, specie nei comuni di Pommard e divolnay.
L'INAO) controlla non solo la denominazione, ma anche la qualità dei vitigni usati per la vinificazione, il rendimento per ettaro e la gradazione alcolica del vino. Le uve per il Borgogna devono essere esclusivamente di qualità Pinot Noir per il rosso e Chardonnay per il bianco. Ogni ettaro di terreno deve produrre un quantitativo di vino compreso entro limiti prefissati (dai 40 ettolitri per ettaro dei vini più pregiati ai 60 per i vini comuni). Il vino deve raggiungere una gradazione alcolica naturale compresa entro valori limite (dal 12% dei migliori bianchi e 11,5% dei migliori rossi al 10% dei rossi comuni ).
Il consumatore deve comunque distinguere fra i nomi dei comuni e quelli dei vigneti. Molti comuni hanno aggiunto al proprio nome quello della vigna che li ha resi famosi (per esempio Vosne, Gevrey, Chassagne, ecc.). La differenza tra un vino etichettato Chevalier-Montrachet che indica un vigneto famoso e un Chassagne-Montrachet che proviene da una vigna qualsiasi entro i confini del comune non è ovvia, ma è fondamentale.
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