CALENDULA


Calendula officinalis
Composita dai capolini fiorali color giallo-arancio, simile a una grossa margherita, cresce nei giardini, nei prati e, addirittura, su mucchi di detriti o in zone ghiaiose. Gli steli e le toglie sono vischiosi e succosi al tatto. Nel complesso assomiglia molto all'arnica, benché abbia poteri fitoterapeutici superiori. Possiede la proprietà di fluidificare la secrezione biliare e di regolarizzare il ciclo mestruale. Per uso esterno è un valido rimedio contro le contusioni, le infiammazioni e gli arrossamenti della pelle. Tradizionalmente è usata per estirpare i calli e attenuare i geloni. La calendula è il migliore cicatrizzante della nostra flora, per questo è molto apprezzata la pomaia per uso esterno per curare ferite, tagli, bruciature. Inoltre viene impiegata contro l'insorgere delle vene varicose e come coadiuvante per la micosi del piede. Per questi usi esterni tenete sempre a portata di mano la pomata di calendula: tritate 4 manciate abbondanti di foglie, gambi e fiori di questa pianta. Riscaldate 500 grammi di buono strutto di maiale, come se si dovessero friggere delle cotolette. Versate le calendule tritate in questo grasso bollente e soffriggerle brevemente, date una girata e togliete la padella dal fornello. Coprite e lasciate riposare per una giornata. Il giorno seguente riscaldate il tutto leggermente e, filtrandolo attraverso un panno, travasatelo in recipienti puliti che chiuderete ermeticamente.
• I fiori si raccolgono dopo schiusa, dalla primavera all'autunno.
• Foglie e fusti si prelevano quando sono ancora teneri.

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