
Origini:
Vitigno a bacca nera le cui origini sono tutt'ora incerte; viene descritto nel Bollettino Ampelografico del secolo scorso, viene già citato dall'Acerbi nel 1825 che lo descrive come "Cesanese, atto a produrre un vino generosissimo, con acini sferoidi, azzurri nerastri". Il Di Rovasenda (1877) ne afferma la presenza nelle campagne romane, ma è il Mengarini (1888) il primo a distinguerlo dal Cesanese d'Affile. Successivamente viene descritto da altri autori come vitigno coltivato nella zona dei Castelli Romani. Viene chiamato anche Bonvino nero, Nero ferrigno e Sanguinella.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:
Ha foglia di grandi dimensioni, pentagonale, trilobata e a volte quinquelobata; grappolo medio, cilindrico-conico, anche alato, mediamente compatto; acino medio, ovale o sub-ovale, con buccia consistente, spessa, di colore nero-violaceo, ricoperta di abbondante pruina. La produttività è abbondante e mediamente costante; predilige forme di allevamento di media espansione con potatura media o corta. Ha difficoltà di maturazione a quote piuttosto elevate o in zone poco esposte.
Malattie e avversità:
E' sensibile a quasi tutte le malattie crittogamiche, soprattutto alla peronospora. Può soffrire frequentemente di colatura del grappolo. Si adatta abbastanza bene alle diverse condizioni climatiche.
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