
NON SOLO BOLLICINE
La parte del leone la fanno gli spumanti della Franciacorta. Ma Brescia produce anche ottimi vini da uve autoctone. E nel centro storico ce anche il più grande vitigno urbano. A bacca bianca invernenga
Qual è il vigneto più fotografato sulla faccia del pianeta? Probabilmente il Gran Cru di Romanée Conti, ma al secondo posto in questa classifica per maniaci del vino si inserisce il Clos de Montmartre a Parigi: 1.556 metri quadrati di vigna nel pieno centro della città più romantica d'Europa.
A essere sinceri non si tratta dell'unico vigneto cittadino esistente. Alla base del colle Cidneo, altura fortificata nel cuore urbano di Brescia, sopravvive un'ultima frazione dell'area agricola custodita a ridosso del centro storico. Si spingono fin nel perimetro delle antiche mura venete i circa quattro ettari del ronco Capretti, che lo sguardo del turista rischia di confondere con un parco cittadino; si tratta, invece, dell'azienda agricola Pusterla. Qui si coltiva il vitigno autoctono invernenga. Dopo anni di abbandono da parte dei proprietari, dal 1996 è iniziato un progetto di recupero di queste terre grazie all'impegno costante e alla dedizione di Pierluigi Villa e Pierangelo Bonomi, agronomo uno ed enologo l'altro, esperti e conoscitori della vitivinicoltura bresciana, mosaico piuttosto vivace di culture e colture vinicole."" La zona del Franciacorta fa la parte del leone quando si parla dei vini della provincia di Brescia. Tra l'altro, proprio con l'annata 2006 questo territorio ha superato - per numero di bottiglie di spumante prodotte — anche il Tremino, che fino a
ora aveva mantenuto una solida leadership a livello nazionale. Un record che fotografa il grande fermento produttivo che sta vivendo questa piccola rascia di vigneti raccolti intorno al Lago d'Iseo. Zona che vede la costante nascita di nuove aziende e la crescita qualitativa e quantitativa — in termini di superficie vitata - di quelle già affermate a livello italiano e non solo. Ma il Bresciano non è solo bollicine. Anzi, sono molteplici le zone di produzione del vino, a partire dal comune di Botticino, dove si realizza un rosso corposo che ha buona attitudine all'invecchiamento. Per ora la produzione è in mano a pochissime
aziende, che negli ultimi anni sono parse decise a incrementare la qualità delle bottiglie prodotte.
Le sponde del Lago di Garda ospitano da secoli numerose cantine, che dagli anni Ottanta in poi hanno incrementato la loro produzione, regalando agli enoappassionati diverse tipologie di vino che vanno dagli spumanti metodo classico come il Lugana fino al rosso Groppello. Si tratta di una galassia di vitigni differenti sia autoctoni -come il turbiana, il marzemino, l'incrocio Manzoni - sia internazionali, come il riesling, il merlot e il cabernet sauvignon.
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