
Trebbiano e montepulciano: il primo a bacca bianca, il secondo a bacca rossa. Sono i due vitigni principe della regione. E poi il pecorino, che non è un formaggio ma una varietà d'uva molto profumata
. Chi non ricorda il celebre incipit della dannunziana"I Pastori", mandata a memoria da generazioni di scolaresche italiane? Ce tutto l'Abruzzo, in quei quattro versi: quello del mare e della montagna, dei tratturi e della civiltà contadina.
Un secolo dopo, la regione del Gran Sasso e di Campo Imperatore è diventata punto di riferimento per un numero considerevole - e in crescita costante - di enofili appassionati. Il merito sta proprio negli elementi naturali che quei versi hanno descritto e immortalato.
Diamo uno sguardo alla cartina: l'Abruzzo si distende per un lungo tratto lungo la dorsale adriatica, ricevendo dal mare i benefici influssi che le correnti d'aria portano verso l'interno, caratterizzato da lunghe e tresche valli che si arrampicano fino alle cime più alte, dove il clima è spesso rigido, e comunque sfavorevole alla coltivazione della vite. Ma nella fascia compresa tra la cosi.» e le prime pendici la viticoltura prospera, con risultati sorprendenti. Trebbiano e montepulciano sono i nomi da tenere a mente quando si pensa al vino abruzzese: sono i vitigni principe della regione, il primo a bacca bianca, il secondo a bacca rossa. Negli ultimi anni, però, un «terzo incomodo» sta insidiando la leadership dei primi due: parliamo del pecorino, varietà bianca che, se coltivata con ambizione, può dare vini profumati, eleganti, dalla forte personalità. Anche sul fronte legislativo molto si sta facendo per tutelare le eccellenze enologiche: rilevante, in questo senso, è la recente istituzione della prima Docg regionale, la sortozona Colline Teramane della storica denominazione Montepulciano d'Abruzzo. Trebbiano d'Abruzzo e Controguerra completano il quadro delle Doc.
Tra le curiosità, il dato impressionante della provincia di Chieti, seconda in Italia (dietro Trapani) per produzione annua, a dispetto dei suoi confini limitati. Infine, un plauso collettivo ai produttori abruzzesi, capaci di elevare enormemente la qualità dei loro prodotti, restando quasi sempre ancorati a prezzi ragionevoli
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